Comunicato stampa
FIABESKA: le opere di Omar Galliani in mostra al Museo Rocca di Dozza
FIABESKA
Mostra personale di Omar Galliani
Museo Rocca di Dozza
30 maggio – 30 agosto 2026
Inaugurazione: sabato 30 maggio 2026 alle ore 17:00
La Fondazione Dozza Città d’Arte è lieta di presentare FIABESKA, personale di Omar Galliani a cura di Agnese Tonelli, che verrà inaugurata sabato 30 maggio 2026 alle ore 17:00 al Museo Rocca di Dozza e resterà visitabile fino al 30 agosto 2026.
Attraverso oltre 40 opere tra disegni su carta, carta seta e tavole in pioppo, la mostra attraversa un ampio arco temporale, dagli anni Settanta a oggi, restituendo la profondità di un percorso artistico incentrato sulla potenza del segno. Un segno che, nella pratica di Galliani, si fa strumento di indagine dell’intimo e del simbolico, capace di restituire nuove letture di iconografie ricorrenti come la rosa e il femminile.
“Il segno di Galliani, in apparenza figurativo – dichiara la curatrice Agnese Tonelli –, è in realtà altamente concettuale. Con questa mostra si vuole mostrare un lato dell’artista insolito e intimo attraverso delle opere di raffinata bellezza.”
In occasione della mostra viene presentato il leporello d’artista Ti accarezzerò a mezzanotte, realizzato da Cichinobrigante e prodotto dalla Fondazione Dozza Città d’Arte. L’opera, stampata su carta in dodecacromia e sviluppata orizzontalmente per circa tre metri, si dispiega come un racconto visivo sequenziale che raccoglie alcuni degli elementi distintivi della poetica di Galliani: la linea grafitica, le tracce di inchiostro rosso, il gesto ambivalente dell’accarezzare e incidere, fino alla manifestazione finale dell’immagine-icona, il volto. Il leporello è disponibile presso il bookshop del museo.
Galliani è riconosciuto come uno dei maggiori interpreti contemporanei del disegno, linguaggio che attraversa tutta la sua produzione come forma autonoma, rigorosa e profondamente evocativa, e questo lavoro ne approfondisce ulteriormente la riflessione.
“Ospitare la personale di Omar Galliani alla Rocca Sforzesca – dichiara Lisa Emiliani, presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte – rappresenta per noi un grande onore e il risultato di un percorso volto a costruire una proposta espositiva identitaria e di qualità. Fiabeska restituisce con intensità la ricerca dell’artista, in cui il segno diventa strumento di conoscenza e spazio mentale, capace di oltrepassare il visibile. In questa dimensione sospesa, tra controllo e abbandono, emerge una riflessione profonda sul femminile e sull’immagine, che si offre al pubblico come esperienza di contemplazione, tra rigore formale e suggestione poetica.”
Omar Galliani nasce a Montecchio Emilia (RE) nel 1954. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, intraprende una lunga carriera accademica insegnando a Urbino, Carrara e Brera. Fin dagli anni Settanta è protagonista di importanti rassegne internazionali, tra cui la Triennale Internazionale del Disegno di Norimberga (1979).
Negli anni Ottanta aderisce ai movimenti del Magico Primario e dell’Anacronismo e partecipa a tre Biennali di Venezia (1982, 1984, 1986) e a numerose altre manifestazioni internazionali, tra cui le Biennali di San Paolo, Tokyo, Parigi e Praga.
La sua ricerca si sviluppa attraverso un’intensa attività espositiva in Europa, Asia e Stati Uniti. Tra i momenti più significativi: il ciclo di mostre in Cina a partire dal 2000, l’acquisizione di opere da parte delle Gallerie degli Uffizi, dei Musei Vaticani e di importanti istituzioni internazionali, oltre a numerose personali museali e progetti site-specific.
Negli ultimi anni ha esposto in sedi prestigiose tra cui Palazzo Reale a Milano, la Fondazione Querini Stampalia, il Mart di Rovereto e istituzioni in Europa e Asia. Nel 2026 l’opera Omar Roma Amor entra nelle collezioni della GNAMC di Roma.
"Un piccolo disegno apre questo canto tra le mani di Laura - dichiara il Maestro Omar Galliani - e si proietta nel tempo attraverso fiumi, laghi, oceani che hanno visto i miei viaggi disegnarsi tra Oriente e Occidente. Dedico questa mostra alle tante opere mai realizzate e che come nelle fiabe lasciano alla fine dell'ultima riga il desiderio di...ricominciare."
FIABESKA si configura come un viaggio immersivo nell’universo poetico di Omar Galliani, dove la dimensione narrativa si intreccia con quella visionaria e dove il disegno diventa matrice originaria dell’immagine, luogo di apparizione e rivelazione.
Informazioni mostra
Museo Rocca di Dozza (BO)
30 maggio – 30 agosto 2026
Inaugurazione: sabato 30 maggio 2026 alle ore 17:00 (ingresso libero fino a esaurimento posti, consigliata la prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
Fondazione Dozza Città d’Arte
Ufficio stampa
Giulia Nanni – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Agnese Tonelli
Exhibition manager, Rocca di Dozza Museum
At times delicate, almost imperceptible, at others resolute and deeply engraved, the line traced by Omar Galliani moves toward a single horizon: beauty. A beauty at once pure and silent, then suddenly profound and luminous. Galliani’s pencil glides sinuously across paper and wood, pursuing an idea of perfection untouched by time. Roses, faces, anatomies — every subject appears suspended between memory and dream, belonging to no precise era and yet to all of them.
The works gathered within these rooms speak of an almost devotional attention to every gesture of the hand, every vibration of light and shadow, every elusive nuance concealed within the subject portrayed. The feminine figure and spirit — central to the Maestro’s poetics and here evoked through the symbolic presence of Matilda of Canossa — emerge beside, and at times through, the image of the rose and the heart.
The heart: primordial emblem of feeling, silent engine of life itself.
The rose: sovereign flower, ancient symbol of love, beauty, and passion.
Yet Galliani does not reveal the flower through its most familiar image. Instead, he unveils its hidden essence — perhaps even its soul — through the patient rendering of stems, leaves, and thorns, suggesting that a rose may fully exist even without displaying its blossom. In the same way, femininity here reveals its grace and strength beyond every outward form, inhabiting a space deeper than appearance itself.
Rendered in pencil, pastel, and ink upon paper, silk paper, and poplar wood, these works intensify the dialogue between fragility and permanence through their very materials: the ethereal lightness of paper opposing the grounded, tactile solidity of wood.
Everything appears to unfold around the fragrance and inner energy emanating from both the flower and the feminine spirit: a subtle and evocative weave of signs, intimate yet iconic, unfolding like a fable whispered across centuries until it becomes ritual, memory, inheritance.
And as within every ancient tale, Galliani entwines light and darkness, tenderness and severity, fragility and strength, in an endless dance forever seeking balance — a fragile equilibrium that recalls images long embedded within our collective imagination.
Lisa Emiliani
President of Fondazione Dozza Città d’Arte
An Experience of Contemplation
Omar Galliani stands among the most authoritative voices in the international contemporary art landscape. To host a solo exhibition of his work within the ancient walls of the Rocca Sforzesca is not simply an honour, but the culmination of a shared vision through which this Council has sought to shape an exhibition programme defined by identity, distinction, and artistic excellence.
The exhibition, evocatively entitled Fiabeska, opens onto a suspended and timeless dimension in which archetypal symbols enter into silent dialogue with history itself. Within this space, works of extraordinary formal refinement unfold through an artistic language that is both intimate and monumental. The result of decades of research, Galliani’s practice explores drawing as a place of knowledge — a threshold capable of moving beyond the visible to become a space of imagination, memory, and inner vision.
The tension toward the ideal never resolves into form alone; rather, it reveals itself as a continuous oscillation between control and abandon, precision and restlessness. At the heart of this suspended universe lies the feminine presence, echoing a symbolic lineage that traverses centuries. Galliani’s figures embody strength and delicacy in equal measure, inhabiting a fragile equilibrium where interiority becomes visible and drawing acquires an almost revelatory power.
Fiabeska ultimately unfolds as an experience of contemplation and quiet listening, where time itself seems to dissolve and images re-emerge like fragments of a shared memory. Between formal rigour and poetic resonance, the exhibition recalls the reflections of Ernst Gombrich on the origin and mystery of the image.
Omar Galliani
Wednesday, April 22 — 11:30 a.m.
“9 Roses and an Infinity of Thorns…”
Nine roses and an infinity of thorns have long inhabited my drawings. Today they align themselves upon the walls of this castle, where I reveal these hidden flowers to you.
I chose works both distant and near, so that together they might tell a story — an ancient fable, timeless as the tale of a child searching for a kite once drawn, many years ago, upon the wall of another castle: a castle without enclosing walls, open entirely to the sky, where clouds dissolved slowly into the blue of what came after.
A small drawing opens this song within Laura’s hands and carries it through time, across rivers, lakes, and oceans that have witnessed my journeys unfolding between East and West.
I dedicate this exhibition to all the works never realised — works that, like every true fable, leave at the end of the final line the longing to begin again.
Omar Galliani
Biographical summary
Born in Montecchio Emilia in 1954, Omar Galliani is among the leading figures of contemporary Italian drawing. After studying at the Academy of Fine Arts in Bologna, he taught at the academies of Urbino, Carrara, and Brera, while developing a visual language that would become unmistakably his own: refined, meditative, suspended between Renaissance memory and contemporary vision.
Invited in 1979 to the first International Drawing Triennial in Nuremberg, Galliani soon became associated with the movements Magico Primario and Anacronismo, alongside critics and historians such as Flavio Caroli, Maurizio Calvesi, and Italo Tomassoni. During the 1980s he participated in multiple editions of the Venice Biennale and the Rome Quadriennale, establishing an international presence through exhibitions spanning São Paulo, Tokyo, Paris, and Prague.
Across decades of work, Galliani has transformed drawing into a space of contemplation and revelation, where images emerge slowly from darkness like memories resurfacing through time. His artistic journey has unfolded between East and West through exhibitions and collaborations in China, South Korea, Europe, and the United States, weaving distant cultural visions into a singular poetic language.
Among the most significant moments of his career are the creation of Siderea for the historic Teatro Romolo Valli, documented by Luigi Ghirri; the acquisition of works by institutions such as the Uffizi Galleries and the Vatican Museums; and major exhibitions held in venues ranging from the Caffè Florian in Venice to the Palazzo Reale in Milan.
His works inhabit a suspended territory where drawing becomes vision, silence, and meditation — a place in which beauty is never merely represented, but patiently revealed.
IG: @omar_galliani
Nei due giorni della Festa del Vino 2026 è attivo il servizio di NAVETTA GRATUITA Toscanella-Dozza nei seguenti orari:
- Sabato 9 maggio 2026: dalle ore 15 alle ore 19 e dalle ore 20 alle ore 24 (pausa: dalle ore 19 alle ore 20)
- Domenica 10 maggio 2026: dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 21 (pausa: dalle ore 13 alle ore 14)
Le FERMATE interessate dalla navetta saranno le seguenti:
- Dozza Rivellino
- Toscanella Parcheggio Lem Superstore
- Toscanella Piazza P. Togliatti
Comunicato stampa
ARMONIA IN GRIGIO ET IN SILENZIO
Mostra personale di Andrea Salvatori
Museo Rocca di Dozza
28 marzo 2026 – 12 luglio 2026
Inaugurazione: sabato 28 marzo alle ore 17:00
La Fondazione Dozza Città d’Arte è lieta di presentare “ARMONIA IN GRIGIO ET IN SILENZIO”, mostra personale dell’artista Andrea Salvatori che verrà inaugurata sabato 28 marzo 2026 alle ore 17:00 al Museo Rocca di Dozza e resterà visitabile fino al 12 luglio 2026.
Curata da Agnese Tonelli, l’esposizione presenta una selezione di opere ceramiche che testimoniano la ricerca dell’artista intorno all’elemento della roccia. Collocate nelle sale arredate del Museo, le opere instaurano un dialogo diretto con gli ambienti storici, creando un ponte tra passato e presente, tra antico e contemporaneo.
“La mostra – dichiara la curatrice Agnese Tonelli – presenta una selezione di opere ceramiche inerenti la ricerca e lo studio dell’artista sull’elemento roccia. Il sottile umorismo tipico di Andrea Salvatori emerge immediatamente in questa mostra che conduce il visitatore a una silenziosa e raffinata riflessione su ciò che, nella vita, sia realmente pesante o leggero e sulla possibilità di sostenere equilibri precari.”
“Kitsch, pop, design: tradizione artigianale e sperimentazione contemporanea – continua Lisa Emiliani, presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte – caratterizzano l’originale ricerca e produzione artistica dello scultore e ceramista Andrea Salvatori, certamente uno dei nomi di maggiore rilievo e fama del panorama italiano. Salvatori è un eclettico, un visionario che gioca con ironia, con accostamenti provocatori al limite dell’assurdo visivo, e lo fa con una capacità e una conoscenza della materia sopraffine.”
Il sottile umorismo che caratterizza il lavoro di Andrea Salvatori emerge fin dal titolo della mostra, Armonia in grigio et in silenzio, che invita il visitatore a una riflessione discreta su ciò che, nella quotidianità, percepiamo come realmente pesante o leggero. Nella Sala Armi del Museo è stata realizzata l’installazione site specific Puro e disposto a salire a le stelle, accompagnata da un testo critico dello storico dell’arte Enrico Maria Davoli.
In occasione della mostra è stato inoltre realizzato Certe Cose, un libro d’artista che raccoglie alcune fotografie delle opere di Salvatori ambientate nello studio dell’artista, insieme a uno scatto dell’installazione site specific realizzata nella Sala Armi del Museo. Le fotografie sono di Luca Nostri e il libro sarà disponibile durante la mostra presso il bookshop del Museo.
Andrea Salvatori (Faenza, 1975) è riconosciuto fra i più importanti artisti italiani contemporanei. Dopo il diploma di Maestro d'Arte all’Istituto per la Ceramica Ballardini di Faenza, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ceramista apprezzato per la qualità e l’ironia delle sue elegantissime sculture, nel 2009 ha vinto il Premio Faenza e ad oggi vanta numerose esposizioni in prestigiosi contesti nazionali e internazionali, fra cui: Mart, Rovereto; Casa Museo Jorn, Albissola Marina; Museo d'Arte di Palazzo Gavotti e Complesso della Cattedrale di Savona; Fondazione Giorgio Cini, Venezia; Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Bologna; Museo Civico Gaetano Filangieri, Napoli; Galleria Comunale d'Arte, Faenza; Museo Internazionale Design Ceramico, Laveno Mombello; Biennale de la Céramique d’Andenne (E); Gyeonggi Ceramic Biennale (KR); XXIII Biennale Internationale Création Contemporaine et Céramique, Vallauris (F).
Da sempre interessato alla manipolazione delle immagini – tra storia dell’arte passata e presente, cultura popolare e kitsch – Salvatori ha sviluppato un linguaggio autonomo nella creazione di sculture in ceramica dall’elevata carica concettuale, ironica e spesso dissacrante. L’artista realizza le proprie opere modificando oggetti già esistenti – opere d’arte o di alto artigianato, ma anche comuni oggetti industriali – innestandoli in forme complesse o modulari di sua invenzione, spesso in relazione con ambienti storici e architetture fortemente connotate.
“Per questa mostra – conclude l’artista Andrea Salvatori – mi sono ispirato in parte alle riflessioni contenute nelle lezioni americane di Calvino, che sulla leggerezza ci racconta che per lui è un valore. Per staccarsi dal grigiore opaco della quotidianità che come una Medusa pietrifica ogni cosa, solo Perseo eroe della leggerezza riesce a sconfiggerla. La leggerezza è per Calvino uno sguardo indiretto sulla realtà che riesce però a rivelarne i più intimi meccanismi. Ecco che la ceramica con la sua plasticità e leggerezza, come un novello Perseo, riesce a scardinare il reale e raccontarne un nuovo volto.”
“ARMONIA IN GRIGIO ET IN SILENZIO” di Andrea Salvatori vi aspetta dal 28 marzo al 12 luglio 2026 al Museo Rocca di Dozza.
Informazioni mostra
Museo Rocca di Dozza (BO)
28 marzo 2026 – 12 luglio 2026
Inaugurazione sabato 28 marzo alle ore 17:00 (ingresso libero fino a esaurimento posti, consigliata la prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
www.fondazionedozza.it
Fondazione Dozza Città d’Arte
Ufficio stampa
Giulia Nanni – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Agnese Tonelli
Exhibition manager, Rocca di Dozza Museum
Rock. A mass mineral aggregate of such mightiness so as to be one of the essential elements of the Earth’s crust. Geologically speaking, this definition is quite apt, but totally inadequate to describe the rocks of Andrea Salvatori.
With the artist, rock shifts in various shapes. It becomes a solid base for traditional ceramic elements that, once flipped over and reversed, humorously turn into functional catch-all dishes, ironically losing their role as aesthetic furniture. In another gesture, the artist transforms the mineral aggregate in cute little beings. In fact, taking advantage of the pareidolic phenomenon, delicate pastel tones and two small holes make us identify a face.
A golden rock is instead placed on the fragile heads of two people riding a 19th century carriage, hinting at – and gently mocking - the weight of wealth. And yet again, a crowd of rocks seems to pleasantly gossip in an 18th century cushy salon. These are just a few among the many ways Salvatori has to delve deep into the rock element, making it the core element of this exhibition.
And then come the stars. Free, floating or sleeping in unsuspected places inside the furnished rooms of the Museum. Pure celestial bodies keep the grey rocks company, so as to remind us that a gust of wind alone is enough for us to move through space and time, in a gentle yet precisely marked dance.
An immediate dialogue between old and contemporary is established, thanks to a thorough gaze at the hosting place where this selection of works is located. As a result, the noble rooms of the Museum are brought into a connection with the chosen ceramic pieces, deeply rooted into the refined ambience of the Museum through specific installations.
In its amusing and poetic nature, the artist’s joke leads us to a quiet and refined meditation on what is truly heavy or light in life, wondering about the possibility of maintaining an unstable balance.
These sculptures seem to whisper to the observer about the chance to look at objects and places from a different perspective in a light harmony in grey and silence, “armonia in grigio et in silenzio”, quoting from the Crepuscular poet Corrado Govoni, who inspired the title of the exhibition.
Lisa Emiliani
President of Fondazione Dozza Città d’Arte
Kitsch, pop, design: traditional craftsmanship and contemporary experimentation are all features of the original research and artistic production of Andrea Salvatori, sculptor and ceramist among the most relevant and famous in Italy. Eclectic, visionary, ironic, and thanks to his exceptional skill and deep knowledge of the material, he is able to combine elements in a provocative way, bordering on visual absurdity. The selection of works in this exhibition is purposely located in the historical ambience of the furnished rooms of the Rocca di Dozza Museum, inviting the observer to meditate on the connection between art, technique and visual communication. The exhibition is further enriched by the artist’s book Certe cose, which includes images of the site-specific installation created for this occasion. I shall conclude with the words of Bruno Munari, perfectly suitable for Salvatori and his setting up: “La perfezione è bella ma è stupida, bisogna conoscerla ma romperla. La combinazione tra regola e caos è la vita, è l’arte, è la fantasia, è l’equilibrio”. (Perfection is beautiful yet silly. One has to know it and break it. Combining rule and chaos is life, art, imagination and balance).
Enrico Maria Davoli
Art historian
When an artist opts for an illustrious quote as the title for one of his artworks, it is fine to begin from there. Such is the case with Pure and disposed to mount unto the stars[1], the artwork Andrea Salvatori presents in a site-specific installation in the Armory room inside the Rocca di Dozza. Salvatori chooses the verse from Divina Commedia that concludes the Purgatorio. From the chasm in Inferno (Hell), through the mountain in Purgatorio (Purgatory) to the celestial spheres of Paradiso (Paradise), the last verse of each cantica contains the word “stars” so as to reinforce the ascending itinerary described in the poem.
To begin, the title serves as an access key, becoming more fitting as it leads the observer deeper into the work. Pure and disposed to mount unto the stars fulfils this need, acting as a mirror in which the “I” is set up to be anybody else. Something that does not happen neither with “thence we came forth to rebehold the stars” (Inferno), nor with “the Love which moves the sun and the other stars” (Paradiso), thus irreducible to a general “I”. Dante Alighieri is the wandering protagonist, but the invitation is extended to whoever reads the Commedia, following the initial didactic aim (“Midway upon the journey of our life”). However, it would be a mistake to stop at a purely evocative reading. I think, that Salvatori is looking beyond that, charging the quoting of Dante of a more substantial value.
More so than in other fields, in ceramics it is common to bring together objects (jug, vase…), artworks (sculpture, relief…), common nouns (antefix, tile…) and titles (Portrait, Torso…). One step in one direction leads to small statues and Nativity figurines; another step in a different direction shows altar pieces and viae crucis figurines. Isn’t this what ceramic art has always promised and delivered? To be, at one time standard and unique, sophisticated and kitsch, humble and aristocratic, monumental and domestic.
In Salvatori’s workshop hundreds of objects lie: those he creates and those he collects. There is no hierarchy among them, only a maze of possible ways. Each time Salvatori creates one of his accrochages he challenges his ability to balance planning and risk, meticulous research and fortuitous event. Just like a whirlpool which grows bigger and bigger into a vortex, recalling the physical lathe rotation, core tool in creating ceramics.
In this way, the matter is continuously manipulated, through hands first, and then with memory and intellect. After he brilliantly modelled, he combines, reuses and reconsiders what he has created and found in every way and with every tool he feels like. This is where the intensity of that vision, that perception of overcoming the “I” turned eternal, becomes real, and where Dante’s utterance turns into remembrance.
Andrea Salvatori
Biographical summary
Andrea Salvatori (Faenza 1975) is considered one of the most prominent contemporary Italian artists.
After obtaining the Maestro d’Arte degree at the Ballardini Ceramic Institute in Faenza, he attended the Accademia di Belle Arti in Bologna. Valued as a ceramist for the quality and irony of his very graceful sculptures, in 2009 he won the Faenza Prize and thus far he has presented numerous exhibitions in prestigious national and international contexts, among which we highlight: MART in Rovereto, Casa Museo Jorn, in Albissola Marina, Palazzo Gavotti Art Museum and Cathedral Complex in Savona, Fondazione Giorgio Cini in San Giorgio Maggiore, Venice; Museo Civico d’Arte Industriale and Davia Bargellini Gallery in Bologna, Museo Civico Gaetano Filangieri in Naples; Municipal Art Gallery in Faenza, Ceramic Design International Museum in Laveno Mombello; Biennale de la Céramique d’Andenne, (E); Gyeonggi Ceramic Biennale (KR); XXIII Biennale Internationale Creation Contemporaine et Ceramique, Vallauris (F).
Fascinated by the manipulation of images, the history of past and present art, and by popular and kitsch culture, Salvatori has developed his own personal language in creating ceramic sculptures which show strong conceptual charge, ironic and irreverent. He creates his works by remodeling already existing objects (artwork of fine craftsmanship as well as common industrial items) and literally grafting them in complex or modular shapes of his own inventory, placing them in relation with historical sites and architectural elements.
Website: www.salvatoriandrea.it
IG: andrea_salvatori_ceramics
Il Gemello Digitale del Borgo di Dozza è una replica virtuale interattiva accessibile online da qualsiasi dispositivo.
Un’esperienza immersiva che valorizza il patrimonio culturale e lo rende fruibile e utilizzabile da tutti, ovunque.
Tecnologia e cultura si incontrano per raccontare il territorio e favorire la pianificazione di una visita in presenza.
CLICCA SULL'IMMAGINE
Il Gemello Digitale del Museo della Rocca è una replica virtuale interattiva accessibile online da qualsiasi dispositivo.
Un’esperienza immersiva che valorizza il patrimonio culturale e lo rende fruibile e utilizzabile da tutti, ovunque.
Tecnologia e cultura si incontrano per raccontare il territorio e favorire la pianificazione di una visita in presenza.
Per conoscere costi e modalità di fruizione del Gemello Digitale del Museo della Rocca, scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Comunicato stampa
IL MONDO DI LEO. Un viaggio che dura dieci anni
Mostra personale di Leonardo Ottoni
Museo Rocca di Dozza
1 marzo 2026 – 7 giugno 2026
Inaugurazione: domenica 1 marzo alle ore 17:00
La Fondazione Dozza Città d’Arte è lieta di presentare “IL MONDO DI LEO. Un viaggio che dura dieci anni”, mostra personale di Leonardo Ottoni, in programma dall’1 marzo al 7 giugno 2026 presso il Museo Rocca di Dozza.
L’inaugurazione si terrà domenica 1 marzo 2026 alle ore 17:00 con ingresso libero fino ad esaurimento posti. È consigliata la prenotazione scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamando il numero 0542 678240.
Dal 2 marzo al 7 giugno 2026 la visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso del Museo.
La mostra racconta dieci anni di percorso artistico di Leonardo, giovane artista con autismo che vive a Castel San Pietro Terme con la sua famiglia. Un viaggio creativo intenso e personale, in cui l’imprevedibilità è cifra stilistica e il colore diventa protagonista assoluto. Nelle sue opere, immagini e storie conosciute vengono reinterpretate con uno sguardo originale, conducendo lo spettatore verso spazi inesplorati, fantasiosi e profondi, dove ogni certezza lascia spazio alla sorpresa.
"Conosco Leo e la sua famiglia oramai da molti anni - dichiara Lisa Emiliani, presidente della Fondazione Dozza Città d'Arte - durante i quali abbiamo lavorato e collaborato ai progetti più disparati, a volte un po' folli, per i quali Leo ha sempre dimostrato una capacità di adattamento e ideazione unici. E' profondamente vero che questo giovane artista crea ponti, ma ancora di più, ritengo essere lui stesso un veicolo, il punto di origine di un'energia speciale che trasmette attraverso le sue opere e a coloro che hanno la fortuna di poterlo conoscere. Leo è certamente un grande artista con un dono e un talento rari, ma soprattutto è una grande e meravigliosa Persona."
Leonardo dipinge con sicurezza e rapidità, come per afferrare le idee che scorrono veloci nella sua mente. Ogni lavoro nasce da un’urgenza espressiva e prende forma in un dialogo costante con chi gli sta accanto: racconta e descrive le sue opere, spesso accompagnandole con la musica, elemento fondamentale del suo processo creativo. Per lui dipingere è una necessità vitale: non si separa mai dai suoi quaderni, che lo accompagnano ovunque, anche durante una semplice pizza con gli amici. Il suo mondo creativo è sempre con lui, come una protezione e insieme un ponte verso l’incontro con l’altro.
Nel corso degli anni ha realizzato numerose mostre personali e collettive in tutta Italia, partecipando a concorsi e ottenendo importanti riconoscimenti. Conduce laboratori di arte e inclusione nelle scuole e, grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale I Giovani Rilegatori, ha trasformato le sue grafiche in linee di cartotecnica. Ha inoltre ideato una serie di magliette “bestiali” per sostenere economicamente il proprio atelier.
È attivamente coinvolto nelle attività dell’Officina Sant’Ermanno, dove partecipa a spettacoli teatrali inclusivi, e frequenta il laboratorio A spasso per la città organizzato dal CIOFS, insieme ad altri progetti dedicati all’autonomia e alla vita indipendente. Ama i concerti, le feste, il cinema e il teatro; ha partecipato agli Special Olympics nel nuoto, ha percorso il Cammino di Santiago con l’associazione ANGSA e ha realizzato murales per associazioni sportive, culturali e aziende, portando la sua arte negli spazi della quotidianità.
La mostra rappresenta dunque non solo un traguardo artistico, ma il racconto di crescita di un giovane adulto che desidera fare dell’arte il proprio lavoro e che, con impegno e costanza, costruisce giorno dopo giorno il suo futuro.
La madre ricorda una frase di Jim Sinclair che sente profondamente vicina al percorso del figlio:
«Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero, riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro… Lavorate con me per costruire ponti tra noi…».
E aggiunge: «Leonardo di ponti ne ha davvero costruiti tantissimi in questi anni e sono sicura che sia ancora all’inizio del suo percorso».
Leonardo invita il pubblico con semplicità e entusiasmo:
«Per me è un piacere farvi vedere i miei quadri. Venite, vi aspetto!».
Informazioni mostra
Museo Rocca di Dozza (BO)
1 marzo 2026 – 7 giugno 2026
Inaugurazione domenica 1 marzo alle ore 17:00 (ingresso libero fino a esaurimento posti, consigliata la prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
www.fondazionedozza.it
Fondazione Dozza Città d’Arte
Ufficio stampa
Giulia Nanni – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Comunicato stampa
I POLACCHI CHE LIBERARONO L’ITALIA
Mostra di Anpi Dozza
Museo Rocca di Dozza
28 febbraio 2026 – 21 marzo 2026
Inaugurazione: sabato 28 febbraio alle ore 16:00
La Fondazione Dozza Città d’Arte è lieta di presentare “I POLACCHI CHE LIBERARONO L’ITALIA”, mostra a cura dell’ANPI di Dozza, dedicata al ruolo fondamentale del 2° Corpo d’Armata Polacco nella Liberazione del nostro territorio.
L’inaugurazione si terrà sabato 28 febbraio 2026 alle ore 16:00 presso il Museo della Rocca di Dozza. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti; è consigliata la prenotazione scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamando il numero 0542 678240. Interverranno le autorità civili, la Presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte e i curatori della mostra. Sarà inoltre presente Enzo Casadio, autore del volume “Da Varsavia a Bologna. Il II Corpo d’Armata polacco in Italia (1943-1946)”. La cittadinanza è invitata.
Dal 1° al 21 marzo 2026 la visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso del Museo. Ingresso libero per residenti del Comune di Dozza e Soci ANPI di Dozza.
Attraverso questa esposizione, l’ANPI di Dozza intende rendere omaggio al contributo decisivo del 2° Corpo Polacco, protagonista dell’avanzata lungo la via Emilia in direzione di Bologna. Il borgo di Dozza e Monte del Re furono liberati il 15 aprile 1945 dal Gruppo di Combattimento “Folgore”, proveniente da sud, mentre tra Dozza e la via Emilia operava il Gruppo di Combattimento “Friuli”, sceso da Montecatone: entrambi, come il 2° Corpo Polacco che operava sulla linea della via Emilia, erano inquadrati nella 8° Armata Britannica.
La mostra, già presentata in diverse città in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, tra cui Bologna e Cesena, sarà visitabile dal 28 febbraio al 21 marzo 2026.
Informazioni mostra
Museo Rocca di Dozza (BO)
28 febbraio 2026 – 21 marzo 2026
Inaugurazione: sabato 28 febbraio alle ore 16:00 (ingresso libero fino a esaurimento posti, consigliata la prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
www.fondazionedozza.it
Fondazione Dozza Città d’Arte
Ufficio stampa
Giulia Nanni – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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ABOUT HUMAN. Il paesaggio interiore
Mostra personale di _Emeid
Museo Rocca di Dozza
31 gennaio 2026 – 10 maggio 2026
Inaugurazione: sabato 31 gennaio alle ore 17:00
La Fondazione Dozza Città d’Arte è lieta di presentare ABOUT HUMAN. Il paesaggio interiore di _Emeid, personale dell’artista a cura di Agnese Tonelli, che verrà inaugurata sabato 31 gennaio 2026 alle ore 17:00 al Museo Rocca di Dozza e resterà visitabile fino al 10 maggio 2026.
Attraverso una selezione di opere pittoriche che sintetizzano il suo percorso artistico, _Emeid ci invita a riflettere sulla natura umana, sempre al centro della sua ricerca. Oltre a diverse tele realizzate ad acrilico e ad olio, tra le opere esposte anche alcuni lavori su carta e una selezione di fotografie, in formato digitale, dei murales che ha realizzato nell’ultimo ventennio in diverse città italiane.
“Quella di _Emeid – dichiara la curatrice della mostra Agnese Tonelli – è un’operazione concettuale: facendo emergere ciò che c’è di negativo nella natura umana, spesso corrotta e discutibile, innesca nel visitatore una riflessione sulla correttezza del proprio agire. In mostra, verrà dato grande risalto anche ai murales che l’artista ha realizzato, dagli anni 2000 ad oggi, in diverse città d’Italia perché il muro ha sempre costituito un medium e un canale di comunicazione fondamentale per lui. La tela parla ad un salotto, il muro parla ad una città”.
“Protagonista della penultima edizione della Biennale del Muro Dipinto a Dozza, con l’opera “Feste comandate” – continua Lisa Emiliani, presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte – _Emeid ha catturato l’attenzione dei visitatori del borgo rendendo il suo lavoro uno più fotografati di sempre. Il lavoro di questo giovane artista si colloca forse controcorrente rispetto alle tematiche della street art, che tende a portare sui muri attualità, denuncia, politica; _Emeid invece scava dentro l’animo umano attraverso volti e parti anatomiche, fissate in gesti che rimandano all’interiorità dell’animo umano, catturato nella sua profondità in fotogrammi iperrealisti.”
L’artista è infatti esecutore di “Feste comandate”, opera murale di grandi dimensioni eseguita nel 2023 in occasione della sua partecipazione alla XXIX Biennale del Muro Dipinto di Dozza. La sua opera, il cui bozzetto sarà esposto lungo il percorso della mostra, è stata scelta come immagine di copertina del nuovo catalogo del Muro Dipinto (Ed. Persiani Editore), pubblicato a settembre 2025 grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.
Andrea Ranieri, in arte "_Emeid", è un artista autodidatta nato ad Augsburg (Germania) nel 1985. Nel 1996 si trasferisce in Italia, nella cittadina abruzzese di Ortona (CH) dove attualmente vive e lavora. Numerose sono le opere realizzate sui muri in diverse città italiane. Nel 2016 vince il premio "Ritratti Contemporanei" presso il Museo Cascella di Pescara, con l'opera dal titolo "Porta Pazienza" in cui sviluppa la tematica dell'uomo in rapporto alla società. Espone in molteplici mostre collettive e personali e in numerose location private. Partecipa in modalità "live painting" a diversi eventi artistici. Nel 2015 apre il suo studio nella zona Terravecchia di Ortona (CH) e nel luglio 2016 è promotore dell'evento pittorico "Orme d'Arte", che si svolge ogni anno nel mese di luglio nel centro storico di Ortona e che vede la partecipazione di numerosi artisti chiamati a dipingere. Nel 2022 è stato presente nella Galleria Heart a Teramo con la sua personale dal titolo "Scelte Vuote". La sua ricerca artistica è in continua evoluzione, alimentata da una costante sperimentazione e dalla ricerca quotidiana di nuove idee.
“Sono stato a Dozza per la prima volta alla Biennale del Muro Dipinto 2023 dove ho realizzato un'opera su muro – dichiara l’artista _Emeid. Quando dipingo un muro, l'azione, l'impegno e le dinamiche sono quasi sempre le stesse, in qualunque posto vado. Quello che rende l'esperienza differente, sono le persone con cui mi relaziono per questo dico che l'esperienza di Dozza è stata bellissima grazie ad uno staff premuroso, competente e piacevole. Sono felice di essere stato invitato nuovamente ma questa volta mi spetterà uno spazio da allestire dove potrò presentare diverse opere che rappresentano la parte "intima" e ricerca degli ultimi anni del mio lavoro.”
“ABOUT HUMAN. Il paesaggio interiore” è un viaggio introspettivo nell’universo artistico di _Emeid, in cui l’essere umano viene messo in discussione e, se lo desidera, ha la possibilità di evolversi e migliorare.
Informazioni mostra
Museo Rocca di Dozza (BO)
31 gennaio 2026 – 10 maggio 2026
Inaugurazione sabato 31 gennaio alle ore 17:00 (ingresso libero fino a esaurimento posti, consigliata la prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
www.fondazionedozza.it
Fondazione Dozza Città d’Arte
Ufficio stampa
Giulia Nanni – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


