Bertocchi Colliva Mascellani #SGUARDI - sull'arte bolognese del '900

25 Giugno 2016 ore 18:00
fino al 11 Settembre 2016

a Piazzale Rocca, 40060 Dozza BO, Italia

Categorie: Rocca di Dozza

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Bertocchi Colliva  Mascellani  #SGUARDI - sull'arte bolognese del '900

#Sguardi - sull'arte bolognese del '900 


Bertocchi, Colliva e Mascellani 3 artisti del '900 bolognese, in mostra presso la Rocca di Dozza a partire dal 25 giugno 2016.

 



Inaugurazione 25 giugno 2016 in occasione della Notte Romantica dei Borghi più Belli d'Italia.

L’arte bolognese del ‘900 ha stretto intensi legami con i due borghi appenninici di Monzuno e di Dozza. 
L’uno meta estiva di una folta schiera di pittori che hanno amato e dipinto i boschi, i sentieri, i casolari di Monzuno, l’altro sede della Biennale del Muro Dipinto in cui gli artisti hanno affrescato le case di Dozza. 
Con Bologna, capoluogo e sede dell’Accademia di Belle Arti, si è dunque instaurato uno stretto rapporto città-campagna
ancora oggi vitale. 
Questa esposizione ne è un esempio, infatti raccoglie le opere di Nino Bertocchi e Lea Colliva conservate a Monzuno e quelle di Norma Mascellani conservate a Dozza.L’intento di questa mostra è quello di proseguire gli incontri con protagonisti dell’arte del ‘900 avviati lo scorso anno con “Fondamenta”, in cui importanti opere di Gagliardi e Rossi,
artisti fortemente legati a Monzuno, hanno potuto essere esposte, assieme a quelle di altri autori, nella Rocca di Dozza grazie alla funzione patrocinatrice del Comune di Monzuno.Fra Nino Bertocchi (1900 – 1956) e Lea Colliva (1901 - 1975), fin dalla gioventù, si instaura un forte sodalizio artistico, assieme frequentano il gruppo del “Caffè San Pietro” in
cui si ritrovavano i più promettenti artisti bolognesi e a partire dagli anni '40 condividono il lungo periodo di Monzuno. Qui, nei primi anni di guerra, i due artisti - divenuti nel
frattempo cognati poiché Nino nel 1934 sposa Renata, sorella di Lea- si trasferiscono nella Villa dell'Ospitale che da quel momento in poi sarà il luogo delle estati di lavoro di entrambi
i pittori. E’ stato osservato come Bertocchi, autorevole giornalista e critico d'arte, sia stato per la Colliva ringhiera e limite, sostegno e timore, incoraggiamento e intimidazione. Infatti,
il risolto naturalismo esistenziale (Franco Solmi) della pittura di paese di Bertocchi, fortemente ispirato dalla lezione di Cézanne, non poteva bastare all’inquieta Colliva. 
Negli anni Quaranta, Lea trova intense soluzioni espressioniste per suoi lavori e, più avanti, nella sua ultima stagione, giunge addirittura alla negazione della forma. Pennellate
concitate, sfaldamenti, intensi cromatismi caratterizzano la terza fase dell’opera della Colliva, quella che Arcangeli accostò all’ultimo naturalismo, un'espressione dell'informale
europeo.Norma Mascellani (1909-2009) ha donato a Dozza un nucleo di opere in seguito alla sua partecipazione alla Biennale del Muro Dipinto del 1995. Anche la Mascellani, artista bolognese di pochi anni più giovane di Bertocchi e Colliva, si colloca nel solco della pittura naturalista, da lei sviluppata in chiave metafisica. Certe sue prime opere, in cui si percepisce l’influenza cézanniana, sono state avvicinate ai lavori di Bertocchi. Ma Mascellani, allieva di Morandi, attraverso morbide atmosfere, luci perlacee, sublimi accordi tonali, penetra la forma per trarne l’essenza. Una ricerca spinta fino al confine dell’astrazione con le opere degli anni Sessanta intitolate “Infinito”.La mostra stimola il raffronto fra le due donne pittrici. 
Amano gli stessi temi, il ritratto, il paesaggio, i fiori; pongono al centro delle loro ricerche la forma per indagarla, penetrarla,
impossessarsene ed infine restituircela, in modi praticamente opposti. Le soluzioni delle due artiste divergono nettamente, Lea e Norma hanno personalità forti connaturate a temperamenti assai diversi come lo sono le loro poetiche, senz’altro di primo rilievo nella pittura del secolo scorso.
Queste considerazioni spingono a conoscere più a fondo la biografia delle due artiste, ricca di testimonianze e narrazioni quella di Norma, personalità propensa alla comunicazione e impegnata socialmente, estremamente scarna quella di Lea, animo solitario negato alle relazioni pubbliche in cui vige la legge di un vivere inaccessibile (Beatrice Buscaroli Fabbri). 
Questa mostra presenta una ricca documentazione
fotografica sui tre artisti, in parte inedita, che ci restituisce momenti della loro vita, anche
quotidiana, e ci illude di conoscerli meglio."
Patrizia Grandi

 

info: 0542 678240

Rocca di Dozza
Piazza della Rocca 6
40060 Dozza (BO)


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