La Rocca di Dozza

La Rocca di Dozza è un complesso monumentale di origine medievale trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito, in epoca rinascimentale, a residenza nobiliare.

La Storia della Rocca è fatta di evoluzioni architettoniche e trasformazioni:

Fortezza Medievale (1300-1480)

Le origini della Rocca risalgono al sec. XIII. Nel corso del Medioevo, la posizione strategica al confine tra Bologna e la Romagna, rende la fortezza di Dozza oggetto di forti contese. Gli annali storci citano nel corso del Trecento l’egemonia dei bolognesi, poi il governo del signore di Romagna, Ricciardo Manfredi, del legato papale Cardinale Egidio Albornoz, ed ancora dei Bentivoglio, a segnare il rientro nella sfera di Bologna. La Rocca fu senz’altro oggetto di modifiche, distruzioni, ricostruzioni, tuttavia non possediamo descrizioni o piante dell’antico castello. Scavi, ritrovamenti e rilievi condotti in occasione dei restauri architettonici hanno consentito di elaborare un’ipotesi stratigrafica dell’impianto. E’ stato rinvenuto l’arco dell’antico portale di ingresso decorato con simbologie araldiche. Un altro elemento riferibile al periodo medievale è l’impianto del mastio leggibile nelle stanze interne della Torre Maggiore. La torre, composta di tre stanze a pianta quadrata, voltate in muratura, sovrapposte fra loro, collegate da una scala interna e dotate di una cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua, costituiva un nucleo abitativo autonomo in cui ci si poteva rifugiare durante i lunghi assedi

1 Rocca Di Dozza Fortezza Medievale 1   1 Rocca Di Dozza Fortezza Medievale 2   1 Rocca Di Dozza Fortezza Medievale 3

Fortezza rinascimentale (1480-1554)

L’attuale aspetto esterno della Rocca è ascrivibile al tardo quattrocento, quando Dozza entrò a far parte della signoria Riario – Sforza. Nel 1473, con un matrimonio dalle forti valenze politiche, Girolamo Riario, nipote di Papa Sisto IV, si unisce a Caterina Sforza, figlia del Duca di Milano e nipote di Ludovico il Moro, ed ottiene dallo zio Papa il vicariato di Imola, fino ad allora sotto il dominio sforzesco, cui si aggiunse nel 1480 la signoria di Forlì. Girolamo, e dopo la sua morte, Caterina, apportarono consistenti interventi di fortificazione su tutti i castelli del loro Stato, di cui facevano parte una serie di possedimenti minori fra cui Dozza. Qui è assai probabile l’impiego del tecnico militare Gian Ludovico Manghi e di mastro Giorgio Fiorentino da Settignano per l’esecuzione dei lavori; il profondo fossato, i possenti torrioni segnati dalle cordonature dei marcapiani, il coronamento ritmico dei beccatelli sono elementi sforzeschi. Le torri arrotondate sono integrate in un sistema continuo di elementi angolari a forma poligonale con bordi smussati tipici della forma bastionata che nasce con Giuliano ed Antonio Sangallo.

1 Rocca Di Dozza Fortezza Rinascimentale 1   1 Rocca Di Dozza Fortezza Rinascimentale 2   1 Rocca Di Dozza Fortezza Rinascimentale 3

Residenza rinascimentale (1565-1594)

Nel corso del Cinquecento il castello ed il feudo di Dozza furono ceduti da Papa Clemente VII al Cardinale Lorenzo Campeggi, nunzio apostolico di alto prestigio che svolse importanti missioni diplomatiche presso i sovrani dell’epoca, quali il re d’Inghilterra Enrico VIII e l’imperatore Carlo V. L’impianto distributivo del palazzo (cortili, atrio, androne e scale) e l’organizzazione del piano nobile, così come oggi ci appaiono, sono in prevalenza riconducibili alla signoria dei Campeggi che, nella seconda metà del Cinquecento, intraprese massicci interventi di trasformazione allo scopo di trasformare la Rocca da fortezza a sede di rappresentanza diplomatica. La copertura del cortile compreso tra i bastioni rivolti a sud, consente l’ampliamento delle superfici da destinare a residenza sia al piano terra sia al piano primo. La costruzione dei due loggiati sovrapposti, con colonnati in arenaria, oltre a caratterizzare stilisticamente l’architettura della residenza, perimetra una corte centrale che diverrà il punto nodale delle attività svolte all’interno dell’edificio.

1 Rocca Di Dozza Residenza Rinascimentale 1   1 Rocca Di Dozza Residenza Rinascimentale 2   1 Rocca Di Dozza Residenza Rinascimentale 3

Residenza settecentesca (1795)

Nel 1728, con la morte di Lorenzo Campeggi, ultimo maschio della casata, il marchesato di Dozza perviene per eredità a Francesca Maria Campeggi, moglie di Matteo Malvezzi, la quale trasferisce i diritti feudali a quest’ultima famiglia. Il figlio di Francesca, Emilio fu il primo marchese che unificò il nome dei due casati in Malvezzi-Campeggi. Nel 1798, con l’entrata in vigore delle leggi napoleoniche, la Rocca fu sul punto di essere confiscata ma il marchese Giacomo riuscì a dimostrare che il castello era un bene privato. Dunque il feudo di Dozza fu abolito, ma la Rocca rimase di proprietà dei Malvezzi-Campeggi che ne fecero la loro residenza fino al 1960. Le puntuali descrizioni dell’invenrario del 1795 riferiscono di un Palazzo gi` compiuto, sia in pianta che in elevazione. Tutti gli ampliamenti realizzati in quest’epoca sono determinati dallo sviluppo e dall’incremento degli usi residenziali, compresa la costruzione degli appartamenti del piano secondo (ora destinati a sede espositiva).

1 Rocca Di Dozza Residenza Settecentesca 1   1 Rocca Di Dozza Residenza Settecentesca 2   1 Rocca Di Dozza Residenza Settecentesca 3

A partire dal 1960 la Rocca è di proprietà del Comune, che ne ha fatto una Casa Museo aperta al pubblico. Essa è il cuore e il simbolo della città. La sua presenza ha fortemente condizionato la forma dell’abitato di Dozza, un borgo castellano che le si distende innanzi e che raccoglie in essa la sua memoria storica.

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